Rapporto sulla situazione medica e sanitaria delle donne e dei ragazzi sfollati da Afrin (agosto 2018)

 

 

“Fin Dalla prima bomba turca, sganciata su Afrin il 20 Gennaio 2018, centinaia di migliaia di persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case, rifugiandosi per la maggior parte nella regione di Shahba. Guerra, sfollamenti e occupazione hanno seriamente minacciato la salute di molte di queste persone….Ad Afrin, i jihadisti sostenuti dalla Turchia hanno usato violenza nei confronti delle donne come parte integrante della loro strategia d’occupazione: molte donne sono state violentate, torturate, uccise, rapite e sono scomparse. Altre sono state costrette a sposarsi con membri delle forze d’invasione islamiche. Tutte le donne di Afrin sono state costrette a sottomettersi alle regole oppressive riguardanti la libertà di circolazione, il vestire, i diritti politici e civili.  Tale violenza e oppressione ha avuto gravi conseguenze negative sulla salute mentale e fisica delle donne di Afrin. …”

“…L’uso continuo della violenza ha rappresentato la principale minaccia alla salute e alla sicurezza della popolazione di Afrin durante la guerra. Al di là della probabilità di essere colpiti da un missile o da un bombardamento, con la conseguente perdita della propria vita, la paura di perdere i propri cari ha gravato sulla mente delle persone. Per ridurre il rischio di finire sotto tiro, le famiglie hanno vissuto sottoterra, in cantine sovraffollate, per intere settimane. Durante  la fuga dalla città, le persone erano esposte ai costanti bombardamenti con armi pesanti.
Marciando fuori dalla città di Afrin senza effetti personali, le donne portavano bambini piccoli sulle proprie spalle, poiché molti di essi non erano ancora in grado di camminare da soli.

E’ chiaro che lo stato di salute ha degli indicatori materiali radicati nelle condizioni di vita complessive: in primo luogo cibo e alloggio di scarsa qualità, acqua non sicura e scarsa igiene favoriscono le malattie. Gli sfollati di Afrin che adesso vivono a Shahba devono affrontare condizioni di vita inaccettabili, attualmente già causa di malnutrizione e infezioni. ”

( Dall’introduzione del Rapporto)

Questo rapporto presenta in modo dettagliato le condizioni di salute della popolazione di Afrin, con articolare riferimento alle donne ed ai bambini, rifugiatasi nei campi profughi e negli alloggi di fortuna della Regione di Shahba. Rappresenta un appello alle strutture e ai singoli solidali italiani perchè non facciano mancare il loro sostegno a questa popolazione sia raccontando quello che accade e le relative complicità degli stati (Turchia, Iraq e Siria) che hanno stretto in un ambargo umanitario il Rojava, sia supportando economicamente i rifugiati del Rojava con donazioni a MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia Onlus: https://buonacausa.org/cause/aiutaafrin.

Servono medicine, attrezzature mediche, cibo e acqua pulita, tende adeguate. Nonostante tutti gli sforzi del personale di MezzaLuna rossa kurda, la situazione si fa ogni giorno più grave per l’impossibilità di curare malattie semplici (dall’influenza al morbillo), di consentire alle donne una gravidanza ed un parto sicuri, di curare malattie complesse e assai dannose ed infettive come la Leishamniosi che in Europa colpisce gli animali domestici e a Shahba ha infettato più di 1000 persone con effetti gravissimi e spesso permanenti.

Scarica il rapporto completo, se possibile leggilo e FAI QUALCOSA