Comunicati 2019

Luglio 2019 – Un bilancio del sostegno al  Sistema sanitario del Rojava (Siria del Nord) – Staffetta sanitaria con MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia per rispondere ai bisogni ed all’emergenza sanitaria in Rojava e nei campi profughi di Afrin

Arrivati a metà anno, possiamo fare un sintetico bilancio del sostegno che grazie a tante associazioni, spazi sociali e singoli siamo riusciti a mettere in campo a sostegno dei Progetti di Heyva Sor a Kurd (Mezzaluna Rossa kurda del Rojava) che fanno fronte a situazioni di grande emergenza nelle zone di Afrin e Raqqa (dove sono presenti campi profughi con centinaia di migliaia di sfollati) e nel frattempo cercano di sviluppare il sistema sanitario del Rojava, pur in una condizione di una guerra ed embargo che perdura da anni.

Gran parte delle risorse raccolte da Staffetta sanitaria sono state inviate a MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia Onlus per essere destinate alla manutenzione e costruzione delle strutture sanitarie: 7.500 € sono infatti stati finalizzati per le spese dell’Ospedale di Tell-temr, interamente finanziato dalla solidarietà italiana ed inaugurato ad aprile del 2018 e per avviare la ri-costruzione di un ulteriore piccolo ospedale a servizio degli sfollati di Afrin.

 Altre risorse sono state utilizzate, in quantità molto modesta, per l’invio di due microscopi per l’Accademia medica di Mesopotamia e per finanziare il progetto “Protesi 3D”. Le attività legate a questi progetti sono in corso.

Ringraziamo tutti gli spazi sociali che distribuiscono la birra Azadì, quelli che hanno ospitato le nostre iniziative, i lavoratori di Sos Rosarno per le Arance solidali, la Red Star Press e tutti i solidali che sostengono i Progetti, spesso collaborando a distanza. Su www.staffettasanitaria-rojava.it l’elenco degli spazi  delle iniziative.

Invitiamo a continuare con questo sostegno: “Stare bene vuol dire essere liberi” è questo lo slogan dell’Accademia medica di Mesopotamia che rappresenta anche la nostra visione della sanità come bene pubblico e presupposto per una partecipazione libera e consapevole alla costruzione di una Siria e di un medio oriente che persegua il benessere dei propri cittadini nel contesto del confederalismo democratico, di un’economia socialmente sostenibile e della parità di genere.


Serata benefit per il Rojava (Napoli – 1 giugno 2019)

“Stare bene vuol dire essere liberi” è il motto dell’Accademia medica di Mesopotamia “Akademiya Tenduristî ya Rojava”.

Questo è uno dei motivi che ci hanno subito convinto, nel corso della nostra partecipazione al convegno internazionale di medicina del Rojava (luglio-agosto 2018), a sostenerla. Ci piacque molto anche il fatto che, oltre ai tipici insegnamenti di una normale Facoltà di Medicina e Chirurgia, vi si svolgano anche corsi come “Pratica sanitaria basata sulla comunità”, “Politiche di educazione alla salute”, “Medicina pubblica preventiva” e “Lingua curda”.

Per gli stessi motivi il Gruppo Anarchico “Francesco Mastrogiovanni” di Napoli (F.A.I.) ha organizzato ed il centro socio-culturale “l’Asilo” di Napoli ha deciso di ospitare – il 1 giugno 2019 – la SERATA BENEFIT PER IL ROJAVA, che ha rappresentato per Staffetta sanitaria una ottima occasione per presentare (insieme al prof. Ennio Carbone, docente di patologia generale e immunologia e redattore del settimanale anarchico “Umanità Nova”) alcuni progetti operativi a supporto della sanità del Rojava, tra cui il progetto “Protesi in 3D” e naturalmente le attività di sostegno all’Accademia medica di Mesopotamia , coordinate dal prof. Carbone.

Yilmaz Orkan, il rappresentante dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia, ha invece illustrato la situazione politica nelle quattro parti in cui il Kurdistan è diviso (con particolare riguardo al Kurdistan siriano e al Kurdistan turco) e la situazione nelle carceri turche, al termine dello sciopero della fame degli oltre settemila compagni kurdi e solidali che chiedevano – e hanno, in parte, ottenuto – l’interruzione del regime di isolamento totale per il leader del popolo kurdo, detenuto da venti anni nel carcere di massima sicurezza sull’isola di Imrali, e una ripresa delle trattative di pace per risolvere la questione kurda.

Paolo Pachino, volontario italiano nelle Unità di Difesa del Popolo YPG contro il terrorismo nazislamista dell’autoproclamatosi Stato Islamico, ha invece parlato – in collegamento via Skype, poiché sottoposto alla misura restrittiva del “soggiorno obbligato” – della situazione incresciosa in cui si sono venuti a trovare, una volta tornati in Italia, i volontari italiani partiti per la Siria a difesa della libertà e dei valori fondanti della stessa civiltà umana.

Grazie al Gruppo Anarchico “Francesco Mastrogiovanni” di Napoli (F.A.I.) sono stati raccolti fondi per l’invio di strumentazione didattica:  dopo due microscopi già inviati altra strumentazione è necessaria (vedi lista allegata http://www.staffettasanitaria-rojava.it/wp-content/uploads/2019/02/MaterialiRichiestiAccademia.pdf).


Comunicato a conclusione delle iniziative di solidarietà “Festa della Liberazione” e “Festa del Lavoro” 2019

Siamo particolarmente grati alla sezione A.N.P.I. di Fiumicino e al C.S.O.A. Forte Prenestino che ci hanno permesso, grazie alla mescita della “nostra” AzadìBeer e alla vendita del libro “Un’utopia concreta” (Lower Class Magazine – Rete Kurdistan), di raccogliere fondi per UNA CLINICA PER I PROFUGHI DI AFRIN.

La sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Fiumicino, intitolata a Lidia De Angelis e a Salvo D’Acquisto in memoria di due figure della resistenza e della guerra di liberazione legate al territorio, è nata il 15 marzo 2019 con l’intento di “rappresentare un atto concreto a difesa dei valori costituzionali di uguaglianza e solidarietà che sono alla base della nostra società civile” e di “dare un segnale deciso di ripudio del fascismo e delle ideologie violente, autoritarie e razziste che esso incarna”.

Per loro è stato dunque facile comprendere le ragioni di chi si adopera per alleviare le sofferenze dei popoli che, da qualche anno, resistono insieme contro il nazi-islamismo dell’autoproclamatosi Stato Islamico nella Confederazione Democratica della Siria del Nord. E per noi è stato come “giocare in casa” quando – proprio in occasione del 74° anniversario della Liberazione – siamo stati invitati a raccontare i progetti che la Staffetta Sanitaria di Rete Kurdistan in Rojava (Kurdistan occidentale, Siria del Nord) porta avanti, in collaborazione con Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus, sotto l’egida di Heyva Sor a Kurd (la Mezzaluna Rossa Kurda in Siria).

Durante la giornata del 25 aprile 2019, trascorsa presso il Parco “Tommaso Forti” a Isola Sacra (frazione di Fiumicino) abbiamo raccolto fondi per la nuova campagna “Una Clinica per i Profughi di Afrin”.

In prima linea sin dall’inizio dei bombardamenti – perpetrati, a partire dal 20 gennaio 2018, dal regime turco e dalle bande armate jihadiste da esso supportate – che hanno colpito il Cantone di Afrin, i volontari e le volontarie di Heyva Sor A Kurd (Mezzaluna Rossa Kurda in Siria) ci hanno infatti chiesto di intervenire con urgenza per far fronte alle esigenze sanitarie di base delle migliaia di profughi. L’obiettivo primario di questa nuova raccolta fondi è (come nel caso del “nostro” ospedale a Tell Temr) la RICOSTRUZIONE di una clinica, distrutta dal regime turco, e il rifornimento di farmaci e dispositivi essenziali ai punti medici (r)esistenti.

Una parte delle donazioni ricevute nell’ambito di questa campagna sarà destinata allo sviluppo di attività di sostegno psicosociale, soprattutto per casi di violenza di genere e traumi infantili, all’interno o nelle vicinanze della clinica, il cui giardino sarà dedicato alla memoria di “Heval Tekoşer Piling” (al secolo Lorenzo Orsetti), volontario italiano morto a Bāghūz (Siria) il 18 marzo 2019 combattendo contro l’ISIS.

Per tale motivo abbiamo deciso, insieme a Heyva Sor a Kurd, di continuare a dedicarci a questo progetto sanitario anche nella giornata del 1 maggio 2019, in occasione della “37^ Festa del NON Lavoro” presso il Centro Sociale Occupato Autogestito “Forte Prenestino” che quest’anno è stata intitolata “I SOGNI ATTRAVERSANO IL MARE. Perche i sogni il mare lo fanno attraversare” ed è stata dedicata al volontario Lorenzo Orsetti.

Nel programma dell’evento, i ragazzi del Forte avevano scritto: <<Perché i sogni fanno attraversare ogni mare: quello che fisicamente ci divide dagli altri continenti, quello che ci rende distanti dal rimanere umani, quello che ci separa dal cielo dalle stelle e dagli orizzonti tutti e per diventare reali devono essere fatti di azione, partecipazione ed a volte anche fatica che diventa emozione quando si trasformano in passi avanti. I centri sociali sono anche questo: impegno quotidiano, rinunce, fatiche, desiderio applicato.>>. Non potevamo non esserci…insieme a Yilmaz Orkan, rappresentante dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia (che ha parlato della situazione politica nelle quattro parti in cui il Kurdistan è diviso, con particolare riguardo al Kurdistan siriano e al Kurdistan turco e allo sciopero della fame dei settemila compagni Kurdi e solidali che chiedevano la interruzione del regime di isolamento totale per il leader del popolo curdo, da venti anni detenuto nel carcere di massima sicurezza sull’isola di Imrali) e ai compagni del Centro socio-culturale Ararat (che hanno offerto ottimi piatti della cucina curda “da strada” ai partecipanti, numerosi nonostante la pioggia).

Grazie alla collaborazione di S.O.S. Rosarno e degli spazi sociali che ci aiutano a distribuire AzadìBeer, continua naturalmente la raccolta fondi destinata al sostegno del funzionamento del “nostro” ospedale “Alina Sanchez” di Tell Temr (Siria del Nord).


Comunicato a conclusione dell’iniziativa di solidarietà “SOS Rosarno per il Rojava” (Gennaio 2019)

Siamo particolarmente grati a SOS Rosarno che per il quarto anno consecutivo ci ha consentivo di riaprire il ponte della solidarietà fra la Calabria e il Rojava.

La cooperativa Mani e Terra e tutti i suoi lavoratori, con la loro solidarietà attiva, ci hanno consentito di distribuire più di un quintale di arance che sono andate a ruba nelle giornate del 12,13 gennaio e 14 gennaio.

L’iniziativa ha avuto molto successo anche grazie alla collaborazione delle realtà come “Aurelio in comune” e “Dario Simonetti” che hanno curato la distribuzione a Roma Nord e dell’Anpi di Guidonia e Collettivo  “Apache” che hanno curato la distribuzione a Guidonia- Sant’Angelo Romano e Tivoli, palestra popolare Baccelli e singole persone.

Il ricavato è stato destinato all’ospedale di Tell Temr nella Siria del Nord-Rojava, la struttura è stata inaugurata il 4 aprile 2018, alcuni reparti sono operativi come la sala operatoria, un reparto di emergenza e un laboratorio di analisi. Inoltre è dotato di 20 posti letto.  L’ospedale è stato dedicato alla compagna argentina Alina Sanchez, uccisa durante gli attacchi turchi ad Afrin. Una dottoressa che ha lavorato con Heyva Sor a Kurd ed a cui piaceva questo progetto perché supportato direttamente dal popolo italiano senza intervento di Ong, Onu ecc. L’ospedale fornisce terapie chirurgiche, pediatriche, ginecologiche, trattamento di malattie infettive e reparto di terapia intensiva, insieme ad ambulanze che colleghino tutta la regione, per assicurare che la popolazione e gli sfollati interni nel nord della Siria ottengano assistenza sanitaria di base e di secondo livello. I costi sono elevati, ha bisogno di supporto per riuscire nell’impresa, per poter aprire altri reparti, comprare attrezzature, pagare il personale.

La Turchia ha recentemente dichiarato di voler disporre di una “zona cuscinetto” di 32 kilometri all’interno della Siria e ricordando che Kobane si trova a 3 kilometri dalla frontiera turca, non possiamo che temere nuovi massacri indiscriminati, nuovi campi profughi, diffusione di malattie, ecc.

MezzaLuna Rossa Curda non può che agire sugli effetti di queste politiche di guerra scellerate che le istituzioni europee fingono di non vedere. Invitiamo quindi, l’Europa dei cittadini a esprimersi pubblicamente, a vigilare ed intervenire perché quello che succede in Siria del Norda e che  non si ripeta mai più e supportare il Rojava con ancora più determinazione.


Staffetta sanitaria, Zerocalcare e cuochi e lavoratori solidali con la popolazione dei campi dei rifugiati scappati da Afrin (Siria del Nord)

(Iniziativa del 20 gennaio 2019)

A conclusione dell’iniziativa di solidarietà del 20 gennaio, tenutasi presso Bazar “taverna curdo-napoletana”, è necessario un doveroso ringraziamento prima di tutto a Zerocalcare che non fa mai mancare la sua solidarietà attiva e operativa a favore della causa curda, che ha direttamente conosciuto essendosi recato più volte nel Rojava dove ha potuto toccare con mano i significativi cambiamenti che sono stati avviati per affermare una società solidale e multiculturare, ecologica e che mette in primo piano i diritti delle donne.

L’iniziativa si è tenuta non a caso presso Bazar che in una zona romana già multiculturale, Tor Pignattara detta anche Bangla city. Dove i suoi grandi cuochi e lavoratori curdi e napoletani ambiscono a “far assaggiare” il sapore della convivenza e della solidarietà.

L’iniziativa è stata possibile grazie al lavoro volontario dei lavoratori e dei cuochi di Bazar, ma anche dei cuochi di “La Barrique” e dell’”Hosteria Grappolo d’Oro”, a ulteriore dimostrazione che sempre più persone supportano e solidarizzano attivamente con la causa curda.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di un pubblico molto numeroso e composto anche da tante persone che non rientrano nella categoria di “attivisti”. Per questo l’iniziativa ha un valore speciale, perché allarga il fronte di coloro che, con nuove informazioni e suggestioni che non passano sui canali mainstream, saranno in grado di acquisire una maggiore consapevolezza per agire in prima persona.

L’occasione è stata propizia anche per dare la parola a Staffetta per presentare i progetti avviati nel 2019, che tengono conto delle esigenze sanitarie come espresse da MezzaLuna Rossa curda, ma anche della crescente difficoltà di operare direttamente in loco. Infatti i nuovi progetti, dalla formazione per l’Accademia medica, alla Chat per consulenze a distanza, fino alle protesi in 3D, sono finalizzate a continuare l’attività di supporto alle strutture sanitarie del Rojava, nonostante le crescenti difficoltà organizzative create dai nuovi venti di guerra che, ad un anno dall’occupazione turca di Afrin, rischia di sconvolgere anche gli altri territori del Rojava.

Per questo le risorse economiche raccolte con questa iniziativa saranno trasferite, attraverso MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia Onlus, alla MezzaLuna Rossa Curda perché gestisca le emergenze dei campi profughi degli sfollati di Afrin e sostenza le spese dell’ospedale di Tell-Temr, costruito grazie alla solidarietà italiana.

Dobbiamo comunque ammettere che è del tutto insufficiente intervenire sugli effetti della guerra, prima di Isis e poi della Turchia, e che è essenziale che l’Europa dei cittadini e dei solidali si esprima, vigili ed intervenga perché quello che è successo ad Afrin non si ripeta mai più e supportarti il Rojava con ancora più determinazione.