Appello per Afrin

MezzaLuna Rossa del Kurdistan, dopo aver supportato con le cure sanitarie la popolazione resistente  di Afrin sta ora intervenendo, con scarse risorse, nei campi profughi dove si sono rifugiati più di 170 mila persone fuggite alla furia turco-islamista.

E’ molto preoccupata per la situazione in Afrin, nei campi profughi e per le prospettive di guerra e conquista che la Turchia persegue in Siria e in Iraq.

Chiede quindi di firmare una “Lettera aperta ai rappresentanti governativi e alle organizzazioni internazionali”  che inviamo in allegato. Associazioni, Onlus, Strutture e singoli sono invitati a prenderne visione e se possibile farla girare.

La situazione è effettivamente grave ed i piani della Turchia, se non fermati, porteranno alla scomparsa dell’esperienza unica del Rojava e alla restaurazione della cultura islamista attraverso una “pulizia etnico-culturale”. con sostituzione della popolazione.

Le adesioni vanno inviate a staffettasanitaria@gmail.com, entro domenica 22 aprile

Reagiamo con ogni mezzo possibile. Grazie a tutt@

L’Appello è in inglese. Proviamo a sintetizzare alcuni aspetti significativi.

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  “Lettera aperta ai rappresentanti governativi e alle organizzazioni internazionali”

In premessa si ricorda che la protezione delle minoranze è un modo per riconoscere il grado di democratizzazione di una società. Al contrario la guerra in Siria ha portato il terrore islamista contro le minoranze. In particolare Yazidi, Cristiani, Aleviti, Ebrei, Drusi e membri di altre religioni a miglaia sono stati cacciati dalle loro case, deumanizzate, ridotti in schiavitù e uccisi.

Afrin – un fallimento politico e morale della comunità degli stati

L’attacco al cantone di Afrin, nella Siria del Nord, è un esempio di questo processo. L’Esercito turco si accompagna a mercenari cioè jaidisti, molti dei quali erano precedentemente impegnati con ISIS e altre bande islamiste. La popolazione rimasta ad Afrin viene perseguitata con particolare riferimento a chiunque non sia islamista. Ci sono state esecuzioni extragiudiziali, rapimenti e un ritorno al “clima” delle città governate da ISIS, con chiese bruciate e persecuzione religiosa.

Shingal – un genocidio senza fine

Afrin non è che l’inizio. Il presidente turco Erdogan ha recentemente annunciato ulteriori attacchi nell’intero nord della Siria e nella regione irachena di Shengal. Proprio a Shengal si è consumato un genocidio che ha colpito gli Yazidi, con assassini di massa, rapimenti e vendita di donne, ecc. In 400 mila sono stati cacciati dalle loro terre ed ora vivono precariamente.

In questo territorio Erdogan ha detto che interverrà causando paura fra la popolazione rimasta che ora cerca di fuggire anche verso l’Europa.

Prospettive future

Al momento nel mondo ci sono un milione di Yazidi. Il maggior concentramento si trovava a Shengal ed è stato distrutto, l’altro grosso punto di concentramento di 30 mila yazidi si trovava proprio ad Afrin e viveva in pace con i vicini musulmani e cristiani. Con l’invasione turca si è avviato un processo di de-cristianizzazione e de-yadizzazione.

Cosa la Comunità internazionale è chiamata a fare

  1. La consegna di armi alla Turchia e alle altre parti deve essere immediatamente fermata. E’ necessario un armistizio e l’avvio di colloqui di pace.
  2. Le organizzazioni umanitarie devono essere messe in condizioni di intervenire
  3. E’ necessario inviare osservatori nella regione di Afrin per documentare e segnalare la violazione dei diritti umani
  4. E’ particolarmente urgente la protezione delle minoranze con aree di protezione e no-fly zones nelle regioni vulnerabili della Siria e dell’Iraq
  5. Deve essere avviata una forte azione diplomatica per creare stabilità in Siria ed Iraq, nello stesso interesse dell’Europa
  6. La Turchia, membro della NATO, deve essere richiamata al rispetto delle leggi internazionali e questo comporta la messa in discussione della legittimità dell’occupazione del cantone di Afrin e di altre operazioni simili pianificate nella regione.
  7. C’è bisogno di un moderno “Piano Marshall”per avviare la ricostruzione e dare alla gente la speranza del ritorno.

Firme (Struttura  o Nome e Cognome / Città)

Allegato – Appello MezzaLunaOpenLetterToGovernmentRapresentatives&InternationalOrganization